641 55. Mentre si trovava in questa valle di lacrime,
il beato padre disprezzava le povere ricchezze comuni ai figli
degli uomini e aspirava di tutto cuore alla povertà,
desiderando più alta gloria. E poiché osservava
che la povertà, mentre era stata intima del Figlio
di Dio, veniva pressoché rifiutata da tutto il mondo,
bramò di sposarla con amore eterno. Perciò innamorato
della sua bellezza, per aderire più fortemente alla
sposa ed essere due in un solo spirito, non solo lasciò
padre e madre, ma si distaccò da tutto. Da allora la
strinse in casti amplessi e neppure per un istante accettò
di non esserle sposo. Ripeteva ai suoi figli che questa è
la via della perfezione, questo il pegno e la garanzia delle
ricchezze eterne. Nessuno fu tanto avido di oro, quanto lui
di povertà, né alcuno più preoccupato
di custodire un tesoro, quanto lui la gemma evangelica. Il
suo sguardo in questo si sentiva particolarmente offeso, se
nei frati - o in casa o fuori - vedeva qualcosa di contrario
alla povertà.
E in realtà, dall'inizio della sua vita religiosa sino
alla morte, ebbe come sua ricchezza una tonaca sola, cingolo
e calzoni: non ebbe altro. Il suo aspetto povero indicava
chiaramente dove accumulasse le sue ricchezze. Per questo,
lieto, sicuro, agile alla corsa, godeva di aver scambiato
con un bene che valeva cento volte le ricchezze destinate
a perire.